giovedì 26 agosto 2010

I survived

METROPOLITANA NEW YORK. INTERNO NOTTE.
Guido e Chiara sono seduti uno in fronte all’altro. Tra di loro il corridoio del vagone. Guido indossa una maglietta che reca la frase: “I survived flight 815”, chiara citazione della più geniale serie televisiva del XXI secolo. Un uomo di mezza età, segnato sul viso, è seduto al fianco di Chiara e sembra concentrato sulla scritta.



GUIDO: Ne valeva decisamente la pena. Tra l’altro molto più bello da lì che dal 106° piano. Più in alto si restringe e secondo me non vedi bene di sotto.
CHIARA: Che vertigini. Non ci posso credere che le torri gemelle fossero ancora più alte. Mi veniva voglia di buttarmi giù.
GUIDO: Tu sei pazza.

Scoprendo che i due ragazzi si conoscono, l’uomo fa la sua domanda a Chiara.

VETERANO: Did your friend really survived a flight?
CHIARA: What?
VETERANO: I said “Did your friend really survived a flight”?
CHIARA: Ah, you mean his shirt... no, it’s just a quotation from Lost, an american television series. But you know it, do you?

L’uomo non risponde. Arriva la sua fermata.

VETERANO: It’s clear that you have never been to war.

STRADA DI NEW YORK. ESTERNO NOTTE.
Pochi minuti dopo. I due ragazzi camminano per il Greenwich village.

CHIARA: No, non mi sembrava offeso. Diciamo che era solo incredulo. Probabilmente a lui è successo davvero.
GUIDO: Cosa?
CHIARA: Sopravvivere ad un volo. Chissà, forse in Vietnam...

Un passante grida verso i due ragazzi.

PASSANTE: Ehi! You’re cool man.
GUIDO: What?
PASSANTE: Really cool!

Guido non capisce, l’altro se ne accorge.

PASSANTE: Your shirt! (fa il segno del pollice verso)

I ragazzi continuano a camminare.

CHIARA: Già. Tutta questione di punti di vista!

FINE

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